martedì 25 gennaio 2011

Green Domotica: se la casa sull'albero la progetta Feider

Sospirare "Casa dolce Casa" nel 2011 ormai non basta più: per gli utenti 2.0 la casa non deve essere più solo dolce,  ma rispondere ai canoni più aggiornati della domotica.

Un'abitazione, per essere considerata domotica,  deve essere conciliare le esigenze di un mercato sempre più esigente: quello dei consumatori informati.

I 7 obiettivi che una casa domotica deve perseguire sono

  • il miglior amento della qualità della vita;
  • il miglioramento della sicurezza;
  • il risparmio energetico
  • l'eco-sostenibilità;
  • la semplificazione di progettazione, installazione, manutenzione e utilizzo della tecnologia;
  • la riduzione dei costi di gestione;
  • il riciclo e conversione dei vecchi impianti e dei vecchi ambienti.

È sbagliato pensare alla casa domotica come a una sorta di bunker iper-tecnologico. La domotica non è solo una filosofia, ma una vera e propria scienza interdisciplinare che negli ultimi anni si è brillantemente integrata al green design grazie ad alcuni esperti del settore. Dustin Feider, il 27 enne progettista guru del green design, ha saputo rivoluzionare il concetto di domotica applicandolo a una "semplice" casa sull'albero. Il risultato? Un vero e proprio gioiello eco-compatibile realmente abitabile.


L'idea di Feider si basa sulle teorie di Richard Buckminster Fuller, designer futurista americano che diede il nome al fullerene, particelle di carbonio la cui struttura ricorda una sfera cava.
Proprio la funzionalità di tale forma sta alla base della casa sull'albero di Feider.

La casa del green designer più famoso al mondo è una sorta di sfera cava fatta di pannelli di polipropilene. Metà dei pannelli sono montati in modo tale da poter essere aperti e sfruttare correnti d'aria e giochi di luce naturali.
L'intero arredo è realizzato con materiale riciclato; le dimensioni degli interni sono totalmente personalizzabili.

Anche se la casa sull'albero di Feider rimane più un  tempio del green design che un vero e proprio progetto "edilizio", la sua filosofia potrebbe essere l'incipit di un felice connubio fra tecnologia, ecologia e design: i "bisogni primari" del cittadino 2.0.



3 commenti:

  1. [...] il settore, sarebbe l’incentivo a una politica sostenibile, capace di coniugare territorio, green economy e riqualificazione degli spazi. Questa è la critica costruttiva che l’ordine degli [...]

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